18 dicembre 2018 - 20:39
logotype
I SUOI COLLABORATORI

Gino Scauzillo

Un gesto di civiltà dell'Amministrazione Mongelli: tramandare ai posteri, con l'intitolazione di una strada cittadina, il ricordo di un foggiano che ha sempre onorato la sua città grazie alla sua grande passione per la musica e al suo esemplare impegno educativo in ambito scolastico statale a favore di numerose generazioni di bambini, ai quali ha ben saputo trasmettere il suo sapere e la sua gioia di vivere.

R I C O  G A R O F A L O
(Pianista e Compositore)
"Visto" dal suo paroliere per antonomasia GINO SCAUZILLO

Il M° Rico Garofalo, nato a Foggia nel 1924 e vissuto fino all'anno 2000, è stato recentemente commemorato, come riportato da giornali, radio, televisioni e siti Internet, in occasione della cerimonia di intitolazione alla sua persona, presenti Autorità provinciali e locali, oltre che familiari, parenti e amici (fra cui lo showman di casa nostra Renzo Arbore, che grazie a lui scoprì le prime meraviglie della musica) d'una nuovissima strada cittadina, nella cosiddetta zona in espansione "Pantanella", per tramandare ai posteri un segno della sua eccelsa umanità e della sua coinvolgente attività artistica quale poliedrico musicista sempre in primo piano fin dall'età più verde. Era un predestinato. Il suo carisma, supportato da una genuina religiosità che lo aiutava a superare qualsiasi difficoltà esistenziale, e la sua naturale disponibilità verso il prossimo, specie se cultore, al pari di lui, della musica intesa come avvincente mezzo di comunicazione universale di tutte le sfaccettature dell'animo umano – anche quelle più indecifrabili – erano notoriamente proverbiali.

Per anni e anni irreprensibile e stimatissimo insegnante di ruolo nella Scuola elementare statale, alternava tale nobile attività, che svolgeva con spiccata attitudine didattica e lo stesso forte amore paterno che riservava in ogni circostanza ai suoi cinque figliuoli (Nando, Ortensia, Gabriele, Riccardo e Marcello, oggi sposati con prole e ben inseriti nel mondo lavorativo, ricchi di apprezzabili virtù ereditate da lui e dalla loro adorata mamma), con quella di pianista, fisarmonicista, organista e, con inesauribile fertilità creativa che non temeva confronti a qualsiasi livello, di compositore di musica leggera.
Rico Garofalo ha cominciato ad assaporare il piacere degli applausi fin da ragazzino, prima in ambito familiare con sorprendenti virtuosismi alle prese con tastiere di fisarmoniche e pianoforti e poi in circoli colti, come lo storico "TRE BIS" ove suo padre, un gran signore, chiamò lui e suo fratello Nino, ottimo contrabbassista, a collaborare con lui, regista con buone capacità inventive, in occasione di allestimenti di spettacoli di Arte varia di stampo foggiano e di facile presa sul pubblico non solo locale e ben presto iniziò la sua scalata al successo grazie anche all'inserimento nell'affermata "Orchestra Parker's Boys" – trasformatasi più tardi in "Complesso orchestrale Fred, Rico e i Parker's Boys" (dove Fred sta per Alfredo Amatruda, sassofonista e clarinettista di indiscusso valore, oltre che compositore e arrangiatore di qualità) – e in tante altre, come quelle "a sezione" della Sede RAI di Bari e quelle – ma anche complessi qualificatissimi – che incontrava sul proprio cammino specialmente in località balneari a vocazione turistica, fra cui, per tanti anni di seguito, per l'intera estate, Pugnochiuso del Gargano (Complesso alberghiero dall'impatto scenografico assai suggestivo, realizzato dall'ENI) e Vieste (nel ridente "Centro alberghiero e congressuale di Pizzomunno", così conosciuto per il mitico ambiente marino in cui venne impiantato grazie ad una geniale idea imprenditoriale del compianto Michele Di Marca, che lo preferì a tanti altri musicisti per allietare le serate degli ospiti di quella meravigliosa mastodontica struttura), nei cui lussuosissimi saloni delle feste ha sempre furoreggiato col piano-bar e, all'occorrenza, in veste di accompagnatore strumentale di cantanti in auge, anche di levatura internazionale, che spesso vi giungevano da tutte le latitudini. E piovvero numerose volte sulla sua squisita persona richieste di consulenze allorchè associazioni di ogni tipo, enti di grande prestigio, patronati scolastici, ecc. progettavano manifestazioni ricreative a sfondo prevalentemente musicale.

Non di rado interveniva anche come pianista o fisarmonicista "ospite d'onore" o concertatore e direttore orchestrale, specie quando si esibivano i cori di voci bianche (indimenticabile risulta quello, documentato da un filmato e da articoli di giornali del tempo, di ben seicento scolaretti sistemato assai suggestivamente sotto la pensilina della vecchia tribuna dello stadio "Pino Zaccheria" di Foggia da lui preparato e diretto in maniera sublime). In poche parole, amava plasmare voci e gesti di quanti venivano affidati o si rivolgevano a lui per il conseguimento d'una lusinghiera affermazione in pubblico all'interno di eventi artistici di particolare importanza. Ed era letteralmente un trascinatore, sempre sorridente pur essendo capace di diventare particolarmente severo quando qualcuno lo deludeva durante le prove o addirittura nel corso d'una esibizione da lui preparata (e il caro Renzo Arbore, nostro comune amico, lo sottolinea ovunque gli capiti di parlare dei musicisti foggiani di ogni tempo) sia per l'innata creatività che per la bravura operativa e la calamitante umanità che sprigionava da tutti i pori. Inglesi e americani in divisa militare di stanza nella nostra città subito dopo aver costretto alla fuga i belligeranti tedeschi fra le macerie ancora fumanti del disastroso '43 foggiano se lo contendevano a suon di dollari e vettovaglie per i suoi cari (ed era ancora molto giovane!) per inserirlo nel contesto di manifestazioni ricreative dove la musica di ogni genere dominava la scena. Le sue agili dita - e chi, come me, ha avuto l'onore e l'immenso piacere di vederlo suonare un pianoforte o una fisarmonica o un organo elettronico o a mantice (per esempio, nelle chiese) anche lontano da ribalte teatrali e riflettori televisivi, per esempio nel suo studio privato, lo potrà confermare – affascinavano nel momento stesso in cui si posavano sui tasti ispiratori di sempre nuovi motivi leggere come farfalle svolazzanti su variopinti fiori di campo o dinamicamente…scalpitanti come cavalli sbrigliati ma pronti ad obbedire agli schiocchi di frusta del loro domatore sopra una pista circense ed inducevano alla fantasticheria. Ogni sua performance era sempre un grande spettacolo; e non importa se solo per alcuni minuti (il tempo di una canzone) o per una o più ore (il tempo d'una esibizione in palcoscenico o in televisione o della realizzazione di un piano-bar). I bis richiestigli e da lui concessi senza batter ciglio e senza fatica erano ogni volta di prammatica.

La nostra fraterna amicizia, rimasta immutata fino al giorno della sua scomparsa, sbocciò nel lontanissimo 1961. Egli, più grande di me di parecchi anni, già a conoscenza dei miei interessi artistico-culturali per più discipline e delle mie lusinghiere affermazioni ad esse riferite già mietute anche fuori della nostra provincia, un giorno del 1963 mi incontrò in Piazzale Italia, luogo molto caro a tutti i foggiani, e all'ombra del possente Palazzo degli Studi m'invitò senza preamboli, sulla scorta d'un precedente fugace approccio, a scrivere il testo di una canzone, che egli avrebbe firmato per la parte musicale, da inviare a breve scadenza alla prima edizione di un festival da realizzarsi presso lo Sporting Club di Siponto, a un tiro di schioppo da Foggia. Detto, fatto! Creammo, nel giro di pochi giorni, "Nun tardà", un brano di genere napoletano che l'allora emergente cantante Lino Locampo, nostro concittadino, riuscì a portare al successo (in seguito pure a mezzo dischi) con una interpretazione assolutamente entusiasmante. La competizione era denominata, come il massimo premio assegnatoci, "Spiga d'oro". Alle due successive edizioni partecipammo con tre nuove composizioni, ma in lingua: "Dalila", affidata alla brillante voce di Dante Eronia, e "Sirenetta", terza classificata, cantata magistralmente da Romolo Forleo, nella 2^ edizione, e "Vederti ancora" (1^ classificata nella terza edizione), interpretata alla grande da un formidabile Lino Verde (in Giuria c'era anche la cantante Milva, allora già famosa, entusiasta del nostro "pezzo", al quale anche lei, ritenendolo di grosso spessore espressivo, assegnò un gratificante 10).

Da quei momenti per noi magici, i nostri personali repertori SIAE andarono via via incrementandosi di nuovi titoli di canzoni da noi create, sia in lingua che nei vernacoli foggiano e napoletano, soprattutto per la gioia dei nostri numerosi estimatori. Di esse, non poche (anche quelle per bambini) sono state incise su dischi e musicassette e diffuse pure per radio e televisione, in teatri e feste di piazza con spettacoli serali. Non sono mancate altre affermazioni in concorsi canzonettistici di rilievo: ci siamo posizionati immancabilmente in uno dei primi tre posti della classifica finale. E mai nessuno ci ha contestato alcunché. Segno di una collaborazione basata sulla perfetta e leale condivisione di ogni idea, purchè obiettivamente originale, di natura poetica se mia e musicale se sua, uscita dalla mia o dalla sua mente e successivamente analizzata con severo spirito critico, limata e messa a fuoco per ricavarne la struttura (parole mie e musica sua) il più possibilmente rispondente al tema (da cui il titolo) trattato di volta in volta, alle nostre personali esigenze spirituali ed "estetiche" per quanto concerne la forma espressiva (una canzone, o nasce col presupposto che possa piacere a tutti oppure la si cestina senza pentimenti) e, naturalmente, a quelle dei suoi potenziali fruitori dal gusto molto raffinato. E qui potrei orgogliosamente stilare il lungo elenco di tutte le nostre "creature" (e ne sono veramente tante, èdite o meno e comunque regolarmente depositate presso la Società Italiana Autori ed Editori, parecchie diffuse opportunamente con ogni mezzo e apprezzabile gradimento da parte di qualsivoglia uditore. E qui mi sembra giusto consigliare a chi mi sta leggendo di rendersene conto cliccando sulla voce "Composizioni" nel magnifico sito Internet, dedicatogli dai suoi figliuoli, http:// www.ricogarofalo.it); ma non vado oltre, se non per dire che tutto quanto sopra tende esclusivamente a porre l'accento sui grossi meriti artistici (come dimenticare la sua applaudita partecipazione, in qualità di ospite, a magnifici programmi RAI come "Sereno variabile", "Sorella Radio" televisiva e "Vediamoci sul Due"?) ed umani di un grande uomo – un grande e indimenticabile "amico di tutti" – di cui il Comune di Foggia, con l'illustre Sindaco Gianni Mongelli in testa, ha saggiamente e con spiccata sensibilità voluto onorare la memoria inserendo le sue luminose generalità nella toponomastica cittadina certo di offrire un fulgido esempio di integrità morale e propositiva alle future generazioni, specie se con la passione per la musica di ogni tipo.

Prof. Arch. Gino Scauzillo
(E-mail: luigisalvatore.scauzillo@archiworldpec.it)
Tel. 349-7288681